Fushikaden, nel Segno delle Emozioni torna in scena Milano

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Va in scena sabato 17 febbraio alle ore 17.30 presso Fondazione Luciana Matalon la seconda tappa della rassegna d’arti performative” La Parola nel Segno” prodotta da #PiattaformaCAI Fondo per la Creatività Arte e Innovazione di Asian Studies Group.

Il secondo spettacolo della rassegna traccia il solco delle emozioni performato in un romanzo di formazione interculturale fra Occidente e Oriente

….Come la corrente di un fiume è l’energia di questo mondo. Ci travolge, scuote l’animo e  trascina le nostre vite, spesso su sponde ignote. Lontane. Gli oceani ci separano ma i sentimenti ci rendono essenza comune.
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Fushikaden, Tenka no Emotions – Lo spirito del fiore, le emozioni del mondo, ideazione e regia di Paolo Cacciato, è un’avanguardia narrativa che introduce una commistione di linguaggi artistici intrecciati in chiave performativa. Il teatro stesso nella sua percezione estetica e filosofica (da qui il richiamo al testo Fushikaden di Zeami, saggio di preparazione e specificazione sulla teoria e pratica del teatro Noh) diviene terreno di scoperta di sé stessi nell’incontro con l’altro.
Un’attrice giapponese (Nana Funabiki) lascia il suo mondo e il suo universo di simboli ma anche di sicurezze,  tramandati da canoni artistici e culturali propri della tradizione (sempre in lettura teatrale, partendo da un accenno – kyogen del teatro Noh giapponese) e incontra il diverso, l’occidente (Michele Gorlero).  Una diversità che non potendo essere filtrata dalla reciproca comprensione verbale è resa universale nella constatazione di un universo emotivo che avvicina e, sebbene incanalato in modalità espressive diverse, accomuna e sintetizza un’essenza comune.
L’excursus emotivo è ben scandagliato da brani del repertorio musicale  tradizionale e moderno giapponese inseriti in un crescendo senza pause, in un fluire unico, spesso psicologico e intimistico e che in tal senso divengono tasselli di un mosaico vivido.
L’incomprensione delle parole è riempita dalla forza dell’interpretazione dei cantanti, dalle luci e dal coinvolgimento corporeo di reazione degli attori. La scelta dei testi musicali è volutamente artistica. (Mai Inaba soprano e Taisho Kato baritono, al piano Yuna Saito). Non di richiamo filologico o storico bensì emotivo, di interpretazione meta-verbale, funzionale a descrivere un percorso evolutivo che è soggettivo ma nell’esserlo è altrettanto forte, vero e spesso spiazzante.

 

Per la prima volta in uno spettacolo che scandaglia avanguardia espressiva in una dinamica interculturale, le emozioni fluiscono nel coinvolgimento di ogni mezzo di comunicazione performativa selezionata, dalla voce, al corpo, al ritmo, alla musica in un tessuto narrativo di non semplice orchestrazione perchè eterogeneo e privo di parola. Per la prima volta pianoforte e taiko suonano all’unisono nell’annunciare quella passione che tanto può legare due mondi profondamente diversi ma spesso decisamente complementari.
Alla sua quarta replica, la versione proposta in Fondazione Luciana Matalon introduce degli adattamenti performativi di contesto allo spazio di rappresentazione e non mancherà di appassionare nuovamente anche quanti hanno seguito le precedenti repliche al Teatro alle Vigne di Lodi e allo Spazio Noh’ma di Milano.
Per prenotare i posti e sostenere il Fondo alla Creatività Arte e Innovazione nel corrispettivo di entrata allo spettacolo,  compilare il form seguente

 

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