Mistero Buffo a Milano, evoluzione performativa nel segno della continuità

La Parola Nel Segno 2018

Il percorso d’arti performative de La Parola Nel Segno, prodotta da Asian Studies Group  e diretta da Paolo Cacciato per #PiattaformaCAI Fondo per la Creatività Arte e Innovazione presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano in Foro Buonaparte 67, è arrivato alla sua tappa conclusiva.

La quinta e ultima rappresentazione, prevista per il 2 Giugno vedrà la messa in scena dello spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame, reinterpretato dalla Compagnia Teatrale Fronda Anomala in una prospettiva che unisce continuità ed evoluzione performativa.

Il celeberrimo spettacolo “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame riprende la tradizione dei giullari che girovagavano di città in città raccontando storie avvincenti, superando le barriere della diversità linguistica e comunicando con un pubblico sempre diverso, composto da ricchi e poveri, dagli ultimi e dai potenti, andando oltre le persecuzioni e combattendo contro la fame.

Nella tappa de La Parola nel Segno, tre giovani attori, provenienti da realtà linguistiche diverse, ridanno nuova vita a quelle giullarate, con la loro energia e la loro urgenza di comunicare, facendosi “giullari” per portare al pubblico messaggi attuali attraverso delle storie antiche e universali.

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Il risultato è uno spettacolo che diverte e che commuove e allo stesso tempo fa riflettere, senza bisogno di grandi mezzi scenici ma attraverso la semplicità di un linguaggio virtuoso e iperbolico e la meta verbalità di gesti ed espressioni
Il Mistero Buffo di Fronda Anomala regala lingue diverse, dal piemontese al sardo alle… lingue inventate, e tutto diventerà comprensibile, in una magia di comunicazione che gli attori hanno sperimentato anche in Francia, al Festival internazionale di Avignone.

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Antichi temi e antiche modalità di comunicazione che, ancora oggi, testimonieranno la loro attualità e vivacità nel nostro presente, nel Segno della Continuità.

Gli attori dello spettacolo, tutti diplomati nel Novembre 2013 all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine sono:

Diego Coscia: Piemontese di Canale (CN)

Elisa Pistis: Sarda di Elmas (CA)

Lorenzo Tolusso: Lombardo di Cornaredo (MI)

Sabato 2 Giugno – ore 17.30 presso Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67 

Per richiedere accredito di ingresso, diventare  sostenitori di #PiattaformaCAI e prenotare il proprio posto è necessario compilare il form seguente.

 

Lo spettacolo è interamente sostenuto dal Fondo per l’Arte la Creatività e l’Innovazione di Asian Studies Group e per accedere alla performance basta sostenere con un piccolo contributo l’attività del fondo.

 

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Nel segno della contaminazione: in scena il Senso dell’Assurdo fra Zen e John Cage

La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

Prosegue il percorso d’arti performative de La Parola Nel Segno prodotta da ASG per #PiattaformaCAI Fondo per la Creatività Arte e Innovazione presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano in Foro Buonaparte 67.

La quarta tappa prevista per il 5 maggio prossimo dalle ore 17.30  è una prima performativa assoluta, pensata per solcare il segno della contaminazione sia nel modalità estetica ed espressiva che dei contenuti aggregati in un’esperienza performativa dal profilo unico nel suo genere.

Quando la parola diventa puro segno, si trasforma in musica: suoni e fonemi liberi di significato diventano ritmi e melodie, che a loro volta svelano un mondo oltre le parole.

È “Il senso dell’assurdo”: uno spazio che proietta alla sospensione del quotidiano e della razionalià, attraverso il non-sense fine a se stesso, trascinando alla rottura del valore semantico della parola medesima. In un ecosistema eterogeneo di stimoli apparentemente contraddittori il solco tracciato conduce quasi inconsapevolmente ad un’ armonia e pienezza di sensazioni.

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Una raffinata rappresentazione di teatro d’avanguardia che penetra nella distanza performer-pubblico con una forte intensità, agevolata da uno spazio intimo come quello messo a disposizione dalla Fondazione Luciana Matalon.

La musica di John Cage, la riflessione sul valore del silenzio e la trasformazione della parola in puro suono e ritmo dialogano con sonorità e materia dal Giappone. La rottura della logica razionale dei koan zen, resa energica dalla rivisitazione di un’antica melodia gagaku e dei tamburi taiko; le surreali didascalie di Erik Satie e la sua «musica d’arredamento», antesignana della moderna musica ambient; l’eterna ghirlanda sonora del minimalismo, sono alcune delle accezioni con cui questa performance si eleva da unicum espressivo.

Melodie, rumori, battiti del potente taiko, parole ed evocazioni sono il risultato contaminante condotto sapientemente dai protagonisti.

 

Voce narrante, pianoforte, chitarra elettrica, tamburi taiko e percussioni, a cura di Taiko Lecco e Francesco Zago.

Chiara Codetta: tamburi taiko ed effettistica

Giorgio Galimberti: voce narrante

Tobia Galimberti: pianoforte, taiko ed effettistica

Francesco Zago: chitarra

Sabato 5 maggio – ore 17.30 presso Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67 

Per richiedere accredito di ingresso, diventare  sostenitori di #PiattaformaCAI e prenotare il proprio posto basta compilare il form seguente.

Lo spettacolo è interamente sostenuto dal Fondo per l’Arte la Creatività e l’Innovazione di Asian Studies Group e per accedere alla performance basta sostenere con un piccolo contributo l’attività del fondo.

 

Terra Matta di Panzeri: straordinaria carica espressiva. La vita di un uomo documenta la storia

La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

Terra Matta di Stefano Panzeri, in scena il 3 marzo prossimo, rappresenta la terza tappa nella rassegna d’arti performative “La Parola nel Segno” realizzata da ASGProduzioni (divisione di produzione artistica di Asian Studies Group Italia) all’interno del progetto di raccolta fondi #PiattaformaCAI – Fondo per la Creatività Arte e Innovazione, in Fondazione Luciana Matalon a Milano.

TERRA MATTA (1899-1918) è il racconto in prima persona dell’immane e intimo sforzo di emanciparsi e sopravvivere alla miseria; la vicenda umana del protagonista scorre in un intreccio straordinario di grande e piccola storia sullo sfondo della poverissima Italia rurale di inizio secolo, sorpresa e dilaniata dalla Grande Guerra, l’Italia della gioventù sacrificata, l’Italia delusa da una vittoria “fragile”.

E’ autobiografia di un bracciante siciliano di inizio secolo, scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975 su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, nè inferiore, nè laterale.

Il lessico è terreno di sperimentazione, di colorismo e di sostanza nel marcare con forza i ricordi di Vincenzo Rabito, un fiume in piena travolge gli spettatori nel vivido ricordo di momenti che hanno segnato il dramma di una storia personale che diviene emblema di un ventennio.

Dopo Memoria ed Emozione ecco che è la Storia ad essere protagonista di un dialogo eterogeneo, contornato da accenni divertenti ma anche da toni spiazzanti e drammatici,  in quello che è uno spazio  fortemente adatto all’intimismo attore – pubblico.

Ne “La Parola nel Segno”, questo dialogo quasi sussurrato  si realizza attraverso delle fermate che in ogni spettacolo, delineano e rischiarano i contorni del viaggio espressivo intrapreso, legandone immagini e sensazioni come in una grande mappa. Segni in grado di far vacillare i confini delle nostre sicurezze, spiega Paolo Cacciato, direttore artistico della rassegna, stimolando il pubblico ad una riflessione che contestualizzi e motivi le scelte performative selezionate.

 

Terra Matta affascina chiunque abbia la pazienza di resistere allo shock del lessico e della grammatica strana, all’inizio quasi incomprensibile; coinvolge come un diario personale e al contempo come un grande documentario, restituendo la sensazione di vivere il “dietro le quinte “ di avvenimenti che segnano con la loro importanza la nostra storia, ma che proprio per la loro grandezza, spesso vediamo come lontani, isolati in un tempo che non è più, che non ci apparitene.

Per prenotare posti e confermare la presenza a Terra Matta in Fondazione Luciana Matalon il 3 marzo dalle ore 17.30 (ingresso dalle 17.00) è necessario compilare il format seguente o inviare un’email a info@asianstudiesgroup.net Rif TerraMatta

Il Miles Gloriosus di Antonello Taurino torna a Milano nel Segno della Memoria

Artists, La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

E’ il Miles Gloriosus che sa di contemporaneità, ironia e critica quello di Antonello Taurino che inaugura il 27 gennaio prossimo con inizio alle ore 17.30, la rassegna “La Parola nel Segno”, primo calendario d’appuntamenti all’insegna delle arti performative diretto da Paolo Cacciato e proposto in Fondazione Luciana Matalon da Asian Studies Group nell’attività di Piattaforma CAI – Fondo per la Creatività l’Arte e l’Innovazione.

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Un testo acuto,  attuale nella destinazione del Teatro Civile a cui Taurino è da sempre molto attaccato e che rappresenta “un’ironica ma serissima denuncia” come lo definisce Alessandro Mauri.  Il titolo che rimanda al celebre testo di Plauto rievoca la cornice di una commedia di altri tempi che è solo presupposto per un dialogo divertito fra i due attori nei panni di sé stessi, allarmati dalla sfida quotidiana alla precarietà a cui la professione del teatrante spesso conduce e che trova escamotage nell’ammissione / confessione di come il “tragico” sia di mercato per la tv di oggi, così come per il teatro.

Ecco allora che la cornice comica, che mai abbandona il passo e la voce di Antonello Taurino, scandita nel dialogo musicato di Orazio Attanasio, allarga gli orizzonti verso una parodia che, richiamata per necessità di mestiere e “convenienza” – “connivenza” di pubblico, diviene bensì denuncia: il soldato fanfarone è vittima di una guerra, quella in Kosovo che l’ha portato a morire. Una morte dimenticata perché condizionata da armi subdole e lasciata il più delle volte nel silenzio per convenienza di sistema.

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La villanteria del soldato è in realtà cronaca. Taurino affronta con leggerezza ma mai banalità tematiche scomode, stupendo per maestria di linguaggio, poliformità espressiva e toccante interpretazione. Anima comica e materia di denuncia si fondono lasciando un segno importante nella logica della struttura dell’intera rassegna: è il segno della memoria ad essere tracciato con forza indelebile dal “Miles Gloriosus, ovvero morire d’uranio impoverito” di Taurino. Testimonianza importante in una data come quella del 27 gennaio, vuole essere assunta simbolo di ascolto e ricordo di scenari e drammi troppo spesso dimenticati.

Un’occasione unica per rivedere a Milano, in uno spazio espositivo di grande bellezza a pochi passi da Duomo, un testo già vincitore del premio miglior regia al concorso nazionale Calandra 2011 e che ha ospitato nella versione editoriale la prefazione di Franca Rame.

Lo spettacolo è inserito nella raccolta fondi di Piattaforma CAI, Fondo per la Creatività Arte e Innovazione ed è pertanto gratuito. E’ richiesta però dall’associazione una quota di donazione per la singola data o per l’intera rassegna che verrà inserita nel programma di raccolta fondi.

Per diventare sostenitori di #PiattaformaCAI , conoscerne le attività proposte all’interno dall’incubatore di talenti Switch on Your Creativity e seguire gratuitamente tutta la rassegna la Parola nel Segno è possibile compilare il form seguente. Riceverete dettaglio per prenotazione posti.