Meccanismo Jukebox, oltre la frontiera del palcoscenico.

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Un’esperienza performativa che vuole essere prima di tutto un esperimento – manifesto su una nuova necessità di fare Teatro. Con questa ambizione prende forma in queste settimane il prologo di Meccanismo Jukebox  nella regia di Luca Andreini che con il team di Teatro Nuovo di Bergamo TNB rilancia con carisma l’intraprendenza della più giovane compagnia teatrale di Italia da lui fondata nel 2011.

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E’ un lavoro che nasce da un pentagramma, escamotage artistico per raccontare la difficoltà dell’essere pubblico, ma anche dell’essere performer oggi – spiega Andreini – con Elisa Giorgio e Leda Kreider portiamo in debutto un progetto che mira a scardinare la posizione di “spettatore” e nello stesso tempo a spronare maggiormente l’indole e l’essenza dell’ attore, pronto ad accogliere una prospettiva performativa sempre diversa in una sfida anche professionale oltre che artistica. Andiamo in scena in uno spazio non convenzionale per poi ricostruire con il pubblico il valore e la sacralità del palcoscenico. 

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La proposta è piaciuta moltissimo a Paolo Cacciato che accompagna il progetto nella co-produzione e distribuzione targata ASGProduzioni, etichetta indipendente con cui Garden Blaze collabora da anni nella segnalazione di talenti e progettualità.

“Mi ha entusiasmato la possibilità raccontata da Andreini di vedere lo spettatore protagonista di una scelta narrativa così come se l’attore fosse in balia di un Jukebox proponente quattro titoli che riportano la mente al mondo fiabesco – spiega il produttore –  lo trovo accattivante perché pluralizza il contenuto e valorizza il lato di preparazione dell’attore che, di fatto, va in scena senza sapere chi andrà a interpretare. 

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Il debutto di Meccanismo Juxebox si terrà il 19 Aprile presso Spazio Fase ed è l’occasione per segnalare l’inizio di collaborazione fra ASGProduzioni e Teatro Nuovo di Bergamo all’interno di un contesto che ha conosciuto un recupero strutturale e di contenuto di grande valore da parte di iniziativa privata.

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In questo debutto Spazio Fase vede opportunità per lanciare una progettualità più ampia a tema Arti Performative nella collaborazione con le produzioni coinvolte per l’anno 2019/2020.

Il Meccanismo coinvolge quattro storie “Uccidiamo tutti una volta nella vita” (Ovvero Peter Pan di James Barrie), La Cura (ovvero Cenerentola di Basile) Pace a te Fratello mio (Hansel e Gretel dei Fratelli Grimm)  e per finire Alice (da Alice nel Paese delle meraviglie dei Fratelli Grimm).

Il Jukebox prenderà forma grazie a un percorso illustrato da Maria Saporito, visual artist per TNB che avvicinerà gli spettatori ad un incipit sulle fiabe proposte attraverso una pubblicazione denominata “Meccanismo Spoiler”. Con Maria ci siamo trovati benissimo e lei ha colto perfettamente la necessità di proiettare gli spettatori in suggestioni visive in grado di solleticare oltre alle parole la curiosità sulla scelta di cosa vorrebbero vedere performato – spiega Luca Andreini. –  e si tratta di un prodotto editoriale con cui vogliamo caratterizzare in maniera indelebile il nostro Jukebox teatrale.

Il progetto per particolare conformità creativa è stato ammesso alla sesta edizione di Switch on Your Creativity, acceleratore sulla creatività giovanile per la sezione Spettacolo ed  sostenuto nella realizzazione da Piattaforma CAI Fondo per la Creatività Arte e Innovazione sviluppato da ASGProduzioni.

 

 

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Fushikaden vince il primo premio alla critica IX edizione Teatro Nudo Teresa Pomodoro

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“Per la sua straordinaria capacità di fondere e intrecciare il patrimonio occidentale e quello orientale, arti e discipline diverse” con queste parole la presidente dello Spazio Teatro Noh’ma,  Livia Pomodoro ha annunciato l’assegnazione del primo premio alla Critica del concorso internazionale Teatro Nudo di Teresa Pomodoro, nona edizione, a Fushikaden, tenka no emotions, per la regia di Paolo Cacciato, da un’idea di Paolo Cacciato e Piera Rossi in una produzione Asian Studies Group.

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Il premio è stato conferito da una prestigiosa giuria internazionale di esperti, presieduta da Livia Pomodoro e formata da Eugenio Barba, Lev Dodin, Ruth Heynen, Ludovic Lagarde, Statis Livathinos, Enzo Moscato Lluís Pasqual, Tadashi Suzuki, Oskaras Korsunovas, Peter Stein.

3-64Fushikaden narra di un percorso interculturale di incontro attraverso le emozioni umane sotto vesti eterogenee, attraverso un dialogo dinamico tra la recitazione tipica del Teatro Noh giapponese e stimoli provenienti dal teatro europeo di Prosa, il tutto armonizzato su ritmi tradizionali giapponesi e rafforzato dalla gestualità del teatro danza contemporaneo. La regia di Paolo Cacciato ha saputo far dialogare due mondi distinti, come quello occidentale e quello orientale, in un continuo scontro-incontro fatto di movimenti, suoni e colori.

Fra gli interpreti coinvolti sul palco del Noh’ma, la protagonista Nana Funabiki e il co-protagonista Michele Gorlero, la pianista Yuna Saito e la soprano Mai Inaba insieme al baritono Taisho Kato, da Giappone sono stati invitati direttamente due professionisti provenienti dal mondo delle percussioni e dei taiko Tsuyoshi Maeda e Masayuki Sakamoto insieme al gruppo di performers di Taiko Lecco (Chiara Codetta Raiteri, Samuele Galimberti e Tobia Galiberti coinvolto anche come pianista in una bellissima scena di dialettica strumentale fra Taiko e Piano). Il design luci è di Christian Laface, i costumi di Giulia Bonaldi e le scenografie rappresentate dalle sculture di Codice Bianco Makoto.

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Fushikaden rappresenta la prime produzione teatrale di Asian Studies Group nell’attività di ASGProduzioni e segna un rinnovato e forte coinvolgimento dell’associazione specializzata in orientalistica in Italia a perseguire un attento lavoro di selezione, creazione, produzione e distribuzione di diversi prodotti d’arti performative, non solo quelli che coinvolgono direttamente il dialogo interculturale occidente e oriente.

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“Siamo estremamente soddisfatti del riconoscimento” – spiega Paolo Cacciato – ” trattasi di un progetto d’avanguardia che coinvolge linguaggi artistici estremamente diversi accomunati in questo spettacolo da una funzione meta-linguistica con l’obiettivo di raccontare l’univocità delle emozioni in società e culture anche così differenti e lontane, un messaggio che, oggi ancor più di ieri, vuole essere un manifesto di coesione interculturale in una società contemporanea ormai fortemente globalizzata”

Fushikaden, tenka no emotions (Lo spirito del fiore e le emozioni del mondo) dopo tre repliche a Milano riprende la propria attività di promozione per la messa in scena su altri teatri e spazi performativi.

Terra Matta di Panzeri: straordinaria carica espressiva. La vita di un uomo documenta la storia

La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

Terra Matta di Stefano Panzeri, in scena il 3 marzo prossimo, rappresenta la terza tappa nella rassegna d’arti performative “La Parola nel Segno” realizzata da ASGProduzioni (divisione di produzione artistica di Asian Studies Group Italia) all’interno del progetto di raccolta fondi #PiattaformaCAI – Fondo per la Creatività Arte e Innovazione, in Fondazione Luciana Matalon a Milano.

TERRA MATTA (1899-1918) è il racconto in prima persona dell’immane e intimo sforzo di emanciparsi e sopravvivere alla miseria; la vicenda umana del protagonista scorre in un intreccio straordinario di grande e piccola storia sullo sfondo della poverissima Italia rurale di inizio secolo, sorpresa e dilaniata dalla Grande Guerra, l’Italia della gioventù sacrificata, l’Italia delusa da una vittoria “fragile”.

E’ autobiografia di un bracciante siciliano di inizio secolo, scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975 su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, nè inferiore, nè laterale.

Il lessico è terreno di sperimentazione, di colorismo e di sostanza nel marcare con forza i ricordi di Vincenzo Rabito, un fiume in piena travolge gli spettatori nel vivido ricordo di momenti che hanno segnato il dramma di una storia personale che diviene emblema di un ventennio.

Dopo Memoria ed Emozione ecco che è la Storia ad essere protagonista di un dialogo eterogeneo, contornato da accenni divertenti ma anche da toni spiazzanti e drammatici,  in quello che è uno spazio  fortemente adatto all’intimismo attore – pubblico.

Ne “La Parola nel Segno”, questo dialogo quasi sussurrato  si realizza attraverso delle fermate che in ogni spettacolo, delineano e rischiarano i contorni del viaggio espressivo intrapreso, legandone immagini e sensazioni come in una grande mappa. Segni in grado di far vacillare i confini delle nostre sicurezze, spiega Paolo Cacciato, direttore artistico della rassegna, stimolando il pubblico ad una riflessione che contestualizzi e motivi le scelte performative selezionate.

 

Terra Matta affascina chiunque abbia la pazienza di resistere allo shock del lessico e della grammatica strana, all’inizio quasi incomprensibile; coinvolge come un diario personale e al contempo come un grande documentario, restituendo la sensazione di vivere il “dietro le quinte “ di avvenimenti che segnano con la loro importanza la nostra storia, ma che proprio per la loro grandezza, spesso vediamo come lontani, isolati in un tempo che non è più, che non ci apparitene.

Per prenotare posti e confermare la presenza a Terra Matta in Fondazione Luciana Matalon il 3 marzo dalle ore 17.30 (ingresso dalle 17.00) è necessario compilare il format seguente o inviare un’email a info@asianstudiesgroup.net Rif TerraMatta