#PassioneTeatro con Garden Blaze osservatorio di talenti: produzione e distribuzione

News from Garden Blaze

Il 2018 ha segnato per il nostro giardino infiammato da talento l’inizio di un percorso appassionato che ci ha permesso di condividere strumenti e competenze per rafforzare l’attività di ASG Produzioni, divisione specializzata in arti performative dell’Associazione ASG e di cui Garden Blaze ha dal 2013 rappresentato la spalla di sostegno all’attività di selezione e identificazione di contenuti artistici con uno spiccato dinamismo rivolto all’internazionalità di performers e artisti coinvolti.

Questo rafforzamento ha visto in agenda un obiettivo comune molto concreto: consolidare il primo catalogo di produzione sulle arti performative 2018 / 2019. Nel fare ciò Garden Blaze ha selezionato contenuti, supportato neo produzioni, intercettato giovani compagnie e sostenuto la comunicazione integrata per il posizionamento di nuovi profili artistici. Nel fare ciò preziosissimo il contributo di ACT Agency Milano, comunicazione per l’arte, la creatività e il talento, agency che ha integrato la post-produzione di molti contenuti inseriti nel nostro primo catalogo.

Ma veniamo ad una breve description di quanto selezionato in un’ anticipazione che vuole essere di stimolo nello scegliere i contenuti del catalogo Garden Blaze di ASGProduzioni 2018 / 2019

A Rimpiattino con la Morte  

Teatro Prosa

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Produzione: Teatro Nuovo Bergamo, Regia e adattamento di Luca Andreini. Testo di: Lori Gambassini . Musicante di scena, Christian Paganelli, con Ottavia Sanfilippo e Elisa Giorgio. Finalista al Premio nazionale Città di Leonforte (edizione 2017)

a rimpiattino con la morte.jpgLa Morte, una vecchietta bonaria e burlona, si affaccia alla porta di Carlo, ultranovantenne, che giace in un letto assistito da Anna, sua compagna di vita, che piange prostrata accanto a lui. Il loro è stato un “grande amore” contrastato, fra due persone sposate, quando negli anni 60’ non c’era ancora il divorzio e la donna adultera veniva condannata con la prigione. Carlo e Anna, superando tutti gli ostacoli, riescono a vivere insieme 50 anni dimostrando così la forza del loro sentimento. Fin dall’inizio, prima ancora di conoscersi, di incrociare i loro destini, il loro sembrava quasi l’appartenersi primordiale di due anime che, estranee, tendessero inconsciamente l’una verso l’altra nel caos del mondo per trovare il loro ricongiungimento. Due particelle nel cosmo, sospinte dal vento che si cercavano e si sfioravano tentando di agganciarsi e fondersi in un’unica essenza, ricomponendo un’entità dispersa. Il gioco: la Morte anziché farlo morire propone a Carlo di farlo ritornare nel ventre materno in un limbo senza gioia o dolore…

Bum ha I piedi bruciati

Teatro di Prosa, Teatro Scuola

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Produzione: Teatro alle Vigne, Liberamente ispirato da: L.Garlando, Per questo mi chiamo giovanni Scritto, Diretto e Interpretato da Dario Leone Musiche, Scene e Luci di Massimo Guerci Patrocinato da Fondazione Giovanni e Francesca Falcone

dario leon bnPartendo dall’impianto narrativo del romanzo per bambini Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, al quale Leone si è liberamente ispirato, lo spettacolo ha richiesto un lungo e accurato lavoro di studio durato mesi, basato su scritti, interventi, articoli, interviste, testimonianze di e su Giovanni Falcone, approfondendo diversi aspetti tecnici e aneddotici della storia pubblica e personale del magistrato e del metodo innovativo e rivoluzionario da lui ideato per combattere la mafia, utilizzato ancora oggi in tutto il mondo per contrastare la criminalità organizzata.

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La vicenda è narrata attraverso gli occhi di un giovane padre palermitano, un piccolo negoziante il cui vissuto personale, la nascita del figlio, il lavoro in negozio, l’impotenza e lo sconforto di fronte al dilagare della criminalità organizzata che lui vede diffondersi lenta e silenziosa, inevitabilmente si intreccia agli episodi più eclatanti della vita del magistrato. Bum è un orango di peluche, il giocattolo preferito del figlio: assieme a lui, e tramite lui, la storia inizia e si snoda alternando leggerezza e profondità, senza rinunciare a sorridere.

Fushikaden: Lo spirito del Fiore – le Emozioni del Mondo.

Teatro Danza, Musica, Teatro d’Avanguardia, Rassegne Speciali

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Produzione: ASG-Produzioni e Teatro alle Vigne Da un’idea di Paolo Cacciato e Piera Rossi Regia di Paolo Cacciato con Nana Funabiki e Michele Gorlero, Yuna Saito (piano), Mai Inaba (soprano), Valentina Volpe (mezzo-soprano), Chiara Codetta Raiteri, Tobia Galimberti, Samuele Galimberti ai taiko, disegno luci di Christian Laface

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Selezionato per il Premio Internazionale Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro e attualmente nella lista dei finalisti per l’edizione 2017/2018. Facente parte della Rassegna Teatrale “La Parola nel Segno” presso la Fondazione Luciana Matalon ed. 2018.

Tentando di rappresentare le emozioni umane sotto vesti eterogenee, Fushikaden cerca di rinforzare la recitazione tipica del Teatro Noh giapponese con stimoli provenienti dal teatro Europeo di Prosa, il tutto armonizzato in un dialogo dinamico da ritmi tradizionali giapponesi del Teatro Danza.

fushikadenAl dialogo che si instaura tra i due protagonisti provenienti da mondi diversi, se ne somma uno sommesso tra strumenti e melodie. Pianoforte e Taiko (tamburo tipico giapponese), il primo rappresentante simbolico dell’anima musicale occidentale, il secondo rievocante dell’essenza dell’anima musicale giapponese, accompagnano così il continuo scontro-incontro che già avviene tra gli interpreti in un olistico tentativo di mostrare due mondi, abitualmente considerati molto diversi tra loro, complementari e quasi necessari l’uno all’altro. Così un’attrice giapponese lascia il suo mondo e il suo universo di simboli ma anche di sicurezze, tramandati da canoni artistici e culturali propri della tradizione e incontra il diverso.

Rumoroso Silenzio

Teatro Prosa, Teatro Storia, Teatro Scuola

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Produzione:  Teatro Nuovo Bergamo, Testo e Regia di: Luca Andreini  con Emilio Catellani, Andrea Salierno, Christian Paganelli, Gianluca Piretti, Danzatrici di scena: Jennifer Ravasio e Daniela Lecchi,  Musiche e suoni di Christian Paganelli Disegno luci Lorenzo Polimeno e Rossano Pasinetti, Costumi di Lucia Piccoli.

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Un ragazzo, in gita con la classe, attratto nell’antro di uno dei magazzini del Porto Vecchio di Trieste, si stacca dal gruppo fino a perdersi. In un clima surreale e fantasmagorico di polveri e lenzuola, ode sibilare un misterioso vento, che si fa voce di ricordi atroci sopiti dalla politica del “guai ai vinti”. E’ la memoria collettiva di un popolo. Gli Italiani, vittime acerbe di una pulizia etnica che, in Istria-Dalmazia, pare ormai cronaca ricorrente. Cambia bandiera la nazione, ma la falce della morte è la stessa…ovunque. Ecco allora che, come sogni o colpi di magia, prendono forma dalle cose le romantiche e tragiche vite di Ferdinando e Norma, giovani Italiani, erroneamente etichettati come fascisti in una squallida e ignobile equazione senza senso. Le vite dei due giovani amanti si fondono con lo scorrere di quei giorni rossi di sangue, neri di morte. Tra amicizie adolescenziali, conoscenze fidate, nemici improvvisi, correnti di pensiero rimbalzate tra chi scappa, chi resta, chi lotta, confluite univocamente nella morte, intesa come perdita: della propria vita, della propria nazionalità, della propria identità, delle proprie cose, delle proprie case. Qualsiasi cosa scegli, qualcosa perderai. In questo quadro, Ferdinando e Norma cercano disperatamente di salvare il loro amore, la loro giovinezza, la loro italianità, per coronare il sogno di un figlio e della pace. Si balla, ora a passo di risa, ora a passo di lacrime.

Ada la solitaria

Teatro di Prosa – Teatro Scuola

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Produzione Teatro alle Vigne Liberamente tratto da: Le Solitarie di Ada Negri Testo di Elsa Bossi Musiche di Alberto Braida Con Elsa Bossi e Alberto Braida Costumi e oggetti Monica Zucchelli. Mise en espace: Piera Rossi

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Dai racconti di Ada Negri, l’ispirazione per uno spettacolo incentrato sulla sua prosa, che svela questa autrice nella sua veste più passionale. Una prosa meno conosciuta, coraggiosa, che ci parla di stupro, di aborto, di violenza di genere, di prostituzione, di gelosia, di sogni spezzati, di desideri, di amore, e che ci fa conoscere la Negri come una donna attenta alle tematiche sociali del suo tempo, più di quanto si immagini.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso l’interazione, ora armonica e lieve, ora aspra e sofferta, di musica e voce. I pezzi al pianoforte, scritti appositamente da Alberto Braida, non solo sostengono la narrazione, ma a loro volta ci parlano, aiutandoci a penetrare le storie dei personaggi .Il pubblico si emozionerà conoscendo la “Vergine Rossa” sotto una nuova luce, trovando nelle sue parole innumerevoli stimoli alla riflessione e alla discussione. I racconti di Ada appaiono stupefacenti per l’attualità della tematica sociale, ma anche per la grande adesione dell’autrice alle protagoniste di queste storie. Sono ritratti pieni di passione, dolcezza, e speranza, che ci parlano di un’umanità alla ricerca del senso profondo della vita.

Mistero Buffo di Dario Fo’ e Franca Rame

Teatro di Prosa, Teatro Scuola

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interpretato dalla compagnia Fronda Anomala, produzione e distribuzione ASGProduzioni, con Elisa Pistis, Diego Toscia, Lorenzo Tolusso

l celeberrimo spettacolo “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame riprende la tradizione dei giullari che girovagavano di città in città raccontando storie avvincenti, superando le barriere della diversità linguistica e comunicando con un pubblico sempre diverso, composto da ricchi e poveri, dagli ultimi e dai potenti, andando oltre le persecuzioni e combattendo contro la fame.

In questa re-interpretazione, tre giovani attori, provenienti da realtà linguistiche diverse, ridanno nuova vita a quelle giullarate, con la loro energia e la loro urgenza di comunicare, facendosi “giullari” per portare al pubblico messaggi attuali attraverso delle storie antiche e universali.

_MG_5481Il risultato è uno spettacolo che diverte e che commuove e allo stesso tempo fa riflettere, senza bisogno di grandi mezzi scenici ma attraverso la semplicità di un linguaggio virtuoso e iperbolico e la meta verbalità di gesti ed espressioni. Il Mistero Buffo di Fronda Anomala regala lingue diverse, dal piemontese al sardo alle… lingue inventate, e tutto diventerà comprensibile attraverso lo strumento recitativo del Grammelot, un gioco di onomatopee e versi, vera eredità di quegli antichi giullari costretti a farsi capire da un pubblico ogni volta differente. Antichi temi e antiche modalità di comunicazione che, ancora oggi, testimonieranno la loro attualità e vivacità nel nostro presente.

La Signoria Del Vento

Teatro di Prosa, Teatro di Dramma, Teatro Scuola

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Di Rocco D’Onghia, Regia Lorena Nocera, Con: Nana Funabiki, Tiberio Ghitti, Lorena Nocera, Marco Pepe, Fabrizio Rocchi. Spazio scenico e costumi: Giulia Bonaldi. Disegno luci: Christian Laface Produzione: Teatro Crystal di Lovere e Compagnia Teatrale Olive a pArte

lasignoria lorenaE’ la storia di un fratello e di una sorella. Il fratello era un uomo giovane, un pilota di Formula1 all’apice della gloria, più volte campione del mondo, osannato da milioni di tifosi. Sembrava invincibile. Ma era soprattutto un fratello tenerissimo, una persona dolce e generosa, una creatura magica. La sorella, chiusa in una stanza con l’odore dei fiori e la folla vociante di fuori, comincia un viaggio nella memoria. Indietro e avanti nel tempo con gli strumenti della nostalgia. Ed il fratello torna, con il suo casco e la sua tuta. Si muove verso una terra altra. Li’ c’è qualcuno che lo attende. Qualcuno che gli sta vicino e che gli concede di dialogare per qualche minuto ancora, eterno, con la necessaria e dolorosa bellezza della vita umana. Siamo partiti dalla storia clamorosa di un grande pilota, dalle vicende sportive che tutti gli appassionati di una certa età conoscono, ma ci siamo mossi liberamente. Certo il protagonista del nostro dramma è un famoso pilota morto in pista, durante una gara di campionato mondiale di Formula 1, ma è come ce lo siamo immaginato. Come lo abbiamo rivissuto, riscritto, amato.

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Grande Successo a Lovere (1000 spettatori in 2 giornate) e a Milano con repliche a Teatro San Babila in in occasione del Festival Mythos

Meccanismo Jukebox

prima assoluta ottobre 2018 – Teatro Nuovo di Treviglio

suggerito per Teatro Scuola – Sezione Prosa

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Una neoproduzione di ASG-Produzioni, Regia e adattamento di Luca Andreini Interpretato da Elisa Giorgio.

Quattro titoli, il pubblico all’ingresso in sala vota quello che preferisce. Il titolo che ha ottenuto la maggioranza cade sul palco sotto forma di pergamena all’inizio dello spettacolo. Lì, in quel momento, interprete e pubblico si incontrano nel meccanismo del non sapere e del condividere una scelta. Con tutti i rischi che ne conseguono.

“La cura” – Tratto dalla Cenerentola

“Alice abita da sola” – Tratto da Alice nel paese delle meraviglie

“L’isola non esiste” – Tratto da Peter Pan

“Mio fratello è un bastardo” – Tratto da Hansel e Gretel

Questo spettacolo  è prima di tutto una lotta. È il corpo a corpo di una persona dei nostri giorni, con la tradizione della fiaba. Una strenua lotta condotta nel territorio magmatico e profetico, quello fiabesco appunto, che attraversa tutta la storia dell’uomo. Ci si misura con gli autori certi della tradizione, Perrault, La Fontaine, Andersen, i fratelli Grimm, quel grande raccoglitore e inventore di Basile, e con gli autori ignoti, entra nei loro testi e li forza imprimendovi una nuova, sorprendente identità. Le fiabe sono state inventate da bambini che sono poi diventati adulti e da adulti che sono diventati bambini, da adulti che per diventare tali hanno ucciso dentro di sé il bambino che erano e che perciò hanno bisogno di vendicarsi sui bambini, e da bambini morti che risorgono dentro gli adulti che li avevano uccisi.

 

Europa e Asia in Musica

suggerito per Sezione Musica

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Produzione: ASG-Produzioni, Brani e voci provenienti dal: Mondo Occidentale e Orientale. Paesi esplorati: Cina, Giappone, Corea, Italia

concerto santa lucia lodiE’ inevitabile che tra culture differenti vi siano contrasti originatisi da rivalità economiche e politiche. Contrasti che troppo spesso assumono aspetti razzisti e che portano ad episodi particolarmente infausti della storia umana. Ma in questa occasione le differenze culturali non sono soltanto enfatizzate ed esaltate, ma anzi…incoraggiate.

E’ proprio dalla commistione di elementi provenienti da mondi differenti che si può percepire e imparare qualcosa di nuovo. La musica occidentale può contribuire ad arricchire quella orientale, così come brani classici appartenenti al mondo cinese, coreano e giapponese possono aiutarci a scoprire sia qualcosa di loro che qualcosa di inaspettato in noi.

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Concentrarsi esclusivamente sulla propria realtà porta ad un’inevitabile fossilizzazione culturale rendendoci incapaci di reagire ai cambiamenti del nostro mondo nonchè incapaci di fornire ai nuovi interlocutori, che il mutare sociale genera, ciò di cui hanno bisogno. E’ il continuo esplorare il diverso che permette di cogliere venature e riflessi nuovi anche nella propria secolare tradizione.

Una comunicazione biunivoca che ci permette di mettere da parte rivalità e inimicizie passate per riscoprire la gioia del considerarci tutti semplicemente umani…amanti della buona musica.

Già interpretato in occasione del Concerto Internazionale di Santa Lucia a Lodi (2016) e presso Fabbrica del Vapore a Milano (2015)

Per richiedere la scheda completa, materiali video, rassegna stampa e scheda tecnica degli spettacoli da noi distribuiti è possibile farlo compilando il form seguente

 

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Nel segno della contaminazione: in scena il Senso dell’Assurdo fra Zen e John Cage

La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

Prosegue il percorso d’arti performative de La Parola Nel Segno prodotta da ASG per #PiattaformaCAI Fondo per la Creatività Arte e Innovazione presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano in Foro Buonaparte 67.

La quarta tappa prevista per il 5 maggio prossimo dalle ore 17.30  è una prima performativa assoluta, pensata per solcare il segno della contaminazione sia nel modalità estetica ed espressiva che dei contenuti aggregati in un’esperienza performativa dal profilo unico nel suo genere.

Quando la parola diventa puro segno, si trasforma in musica: suoni e fonemi liberi di significato diventano ritmi e melodie, che a loro volta svelano un mondo oltre le parole.

È “Il senso dell’assurdo”: uno spazio che proietta alla sospensione del quotidiano e della razionalià, attraverso il non-sense fine a se stesso, trascinando alla rottura del valore semantico della parola medesima. In un ecosistema eterogeneo di stimoli apparentemente contraddittori il solco tracciato conduce quasi inconsapevolmente ad un’ armonia e pienezza di sensazioni.

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Una raffinata rappresentazione di teatro d’avanguardia che penetra nella distanza performer-pubblico con una forte intensità, agevolata da uno spazio intimo come quello messo a disposizione dalla Fondazione Luciana Matalon.

La musica di John Cage, la riflessione sul valore del silenzio e la trasformazione della parola in puro suono e ritmo dialogano con sonorità e materia dal Giappone. La rottura della logica razionale dei koan zen, resa energica dalla rivisitazione di un’antica melodia gagaku e dei tamburi taiko; le surreali didascalie di Erik Satie e la sua «musica d’arredamento», antesignana della moderna musica ambient; l’eterna ghirlanda sonora del minimalismo, sono alcune delle accezioni con cui questa performance si eleva da unicum espressivo.

Melodie, rumori, battiti del potente taiko, parole ed evocazioni sono il risultato contaminante condotto sapientemente dai protagonisti.

 

Voce narrante, pianoforte, chitarra elettrica, tamburi taiko e percussioni, a cura di Taiko Lecco e Francesco Zago.

Chiara Codetta: tamburi taiko ed effettistica

Giorgio Galimberti: voce narrante

Tobia Galimberti: pianoforte, taiko ed effettistica

Francesco Zago: chitarra

Sabato 5 maggio – ore 17.30 presso Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67 

Per richiedere accredito di ingresso, diventare  sostenitori di #PiattaformaCAI e prenotare il proprio posto basta compilare il form seguente.

Lo spettacolo è interamente sostenuto dal Fondo per l’Arte la Creatività e l’Innovazione di Asian Studies Group e per accedere alla performance basta sostenere con un piccolo contributo l’attività del fondo.

 

Terra Matta di Panzeri: straordinaria carica espressiva. La vita di un uomo documenta la storia

La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

Terra Matta di Stefano Panzeri, in scena il 3 marzo prossimo, rappresenta la terza tappa nella rassegna d’arti performative “La Parola nel Segno” realizzata da ASGProduzioni (divisione di produzione artistica di Asian Studies Group Italia) all’interno del progetto di raccolta fondi #PiattaformaCAI – Fondo per la Creatività Arte e Innovazione, in Fondazione Luciana Matalon a Milano.

TERRA MATTA (1899-1918) è il racconto in prima persona dell’immane e intimo sforzo di emanciparsi e sopravvivere alla miseria; la vicenda umana del protagonista scorre in un intreccio straordinario di grande e piccola storia sullo sfondo della poverissima Italia rurale di inizio secolo, sorpresa e dilaniata dalla Grande Guerra, l’Italia della gioventù sacrificata, l’Italia delusa da una vittoria “fragile”.

E’ autobiografia di un bracciante siciliano di inizio secolo, scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975 su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, nè inferiore, nè laterale.

Il lessico è terreno di sperimentazione, di colorismo e di sostanza nel marcare con forza i ricordi di Vincenzo Rabito, un fiume in piena travolge gli spettatori nel vivido ricordo di momenti che hanno segnato il dramma di una storia personale che diviene emblema di un ventennio.

Dopo Memoria ed Emozione ecco che è la Storia ad essere protagonista di un dialogo eterogeneo, contornato da accenni divertenti ma anche da toni spiazzanti e drammatici,  in quello che è uno spazio  fortemente adatto all’intimismo attore – pubblico.

Ne “La Parola nel Segno”, questo dialogo quasi sussurrato  si realizza attraverso delle fermate che in ogni spettacolo, delineano e rischiarano i contorni del viaggio espressivo intrapreso, legandone immagini e sensazioni come in una grande mappa. Segni in grado di far vacillare i confini delle nostre sicurezze, spiega Paolo Cacciato, direttore artistico della rassegna, stimolando il pubblico ad una riflessione che contestualizzi e motivi le scelte performative selezionate.

 

Terra Matta affascina chiunque abbia la pazienza di resistere allo shock del lessico e della grammatica strana, all’inizio quasi incomprensibile; coinvolge come un diario personale e al contempo come un grande documentario, restituendo la sensazione di vivere il “dietro le quinte “ di avvenimenti che segnano con la loro importanza la nostra storia, ma che proprio per la loro grandezza, spesso vediamo come lontani, isolati in un tempo che non è più, che non ci apparitene.

Per prenotare posti e confermare la presenza a Terra Matta in Fondazione Luciana Matalon il 3 marzo dalle ore 17.30 (ingresso dalle 17.00) è necessario compilare il format seguente o inviare un’email a info@asianstudiesgroup.net Rif TerraMatta

Il Miles Gloriosus di Antonello Taurino torna a Milano nel Segno della Memoria

Artists, La Parola Nel Segno 2018, News from Garden Blaze

E’ il Miles Gloriosus che sa di contemporaneità, ironia e critica quello di Antonello Taurino che inaugura il 27 gennaio prossimo con inizio alle ore 17.30, la rassegna “La Parola nel Segno”, primo calendario d’appuntamenti all’insegna delle arti performative diretto da Paolo Cacciato e proposto in Fondazione Luciana Matalon da Asian Studies Group nell’attività di Piattaforma CAI – Fondo per la Creatività l’Arte e l’Innovazione.

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Un testo acuto,  attuale nella destinazione del Teatro Civile a cui Taurino è da sempre molto attaccato e che rappresenta “un’ironica ma serissima denuncia” come lo definisce Alessandro Mauri.  Il titolo che rimanda al celebre testo di Plauto rievoca la cornice di una commedia di altri tempi che è solo presupposto per un dialogo divertito fra i due attori nei panni di sé stessi, allarmati dalla sfida quotidiana alla precarietà a cui la professione del teatrante spesso conduce e che trova escamotage nell’ammissione / confessione di come il “tragico” sia di mercato per la tv di oggi, così come per il teatro.

Ecco allora che la cornice comica, che mai abbandona il passo e la voce di Antonello Taurino, scandita nel dialogo musicato di Orazio Attanasio, allarga gli orizzonti verso una parodia che, richiamata per necessità di mestiere e “convenienza” – “connivenza” di pubblico, diviene bensì denuncia: il soldato fanfarone è vittima di una guerra, quella in Kosovo che l’ha portato a morire. Una morte dimenticata perché condizionata da armi subdole e lasciata il più delle volte nel silenzio per convenienza di sistema.

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La villanteria del soldato è in realtà cronaca. Taurino affronta con leggerezza ma mai banalità tematiche scomode, stupendo per maestria di linguaggio, poliformità espressiva e toccante interpretazione. Anima comica e materia di denuncia si fondono lasciando un segno importante nella logica della struttura dell’intera rassegna: è il segno della memoria ad essere tracciato con forza indelebile dal “Miles Gloriosus, ovvero morire d’uranio impoverito” di Taurino. Testimonianza importante in una data come quella del 27 gennaio, vuole essere assunta simbolo di ascolto e ricordo di scenari e drammi troppo spesso dimenticati.

Un’occasione unica per rivedere a Milano, in uno spazio espositivo di grande bellezza a pochi passi da Duomo, un testo già vincitore del premio miglior regia al concorso nazionale Calandra 2011 e che ha ospitato nella versione editoriale la prefazione di Franca Rame.

Lo spettacolo è inserito nella raccolta fondi di Piattaforma CAI, Fondo per la Creatività Arte e Innovazione ed è pertanto gratuito. E’ richiesta però dall’associazione una quota di donazione per la singola data o per l’intera rassegna che verrà inserita nel programma di raccolta fondi.

Per diventare sostenitori di #PiattaformaCAI , conoscerne le attività proposte all’interno dall’incubatore di talenti Switch on Your Creativity e seguire gratuitamente tutta la rassegna la Parola nel Segno è possibile compilare il form seguente. Riceverete dettaglio per prenotazione posti.

 

La parola nel segno: nuova rassegna d’arte performativa alla Fondazione Luciana Matalon

Artists, News from Garden Blaze

Garden Blaze – ACT Agency Milano partner tecnico Asian Studies Group per la sezione eventi culturali promuove e introduce La Parola nel Segno, prima rassegna d’arti performative a vedere realizzazione dal 27 gennaio prossimo, presso il prestigioso spazio della Fondazione Luciana Matalon in Foro Buonaparte 67 a Milano.

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Il progetto nasce su proposta Asian Studies Group che lo finanzia attraverso Piattaforma CAI – Fondo per la Creatività, Arte e Innovazione, voluto e sostenuto dall’Associazione medesima nel coinvolgimento di Garden Blaze Talents Management per quando riguarda proposta di contenuti e attività artistiche da produrre.

La Parola nel Segno inaugura un filone di rappresentazioni artistiche presso la Fondazione Luciana Matalon che possa realizzare all’interno della stessa il Progetto Spazio Arti Performative Luciana Matalon voluto e diretto da Paolo Cacciato, direttore artistico della rassegna nonché membro del Comitato Scientifico della Fondazione.

Il progetto riceve il patrocinio e sostegno della Fondazione Luciana Matalon nell’incoraggiamento e augurio del Presidente Nello Taietti.

La sperimentazione atta a vagliare l’ efficacia degli spazi della Fondazione per una destinazione di contenuti artistici di questo tipo è stata già anticipata da Asian Studies Group durante il laboratorio teatrale Fushikaden  (produzione Asian Studies Group e Teatro alle Vigne di Lodi) tenutosi nell’aprile maggio 2017 con un grande successo di partecipazione e di entusiasmo.

A seguire, la programmazione per questa prima edizione che si terrà da gennaio a giugno 2018 su cinque sabati con inizio alle ore 17.30

L’accesso è gratuito per tutti i tesserati Asian Studies Group – sostenitori di Piattaforma CAI –

Per eseguire il tesseramento associativo  e divenire sostenitori del Fondo per la Creatività, l’Arte e l’Innovazione ed eseguire la prenotazione posti (obbligatoria) contattare info@asianstudiesgroup.net

27 gennaio: Nel segno della memoria. Miles Gloriosus ovvero Morire d’Uranio impoverito regia di Antonello Taurino con Antonello Taurino e Orazio Attanasio


Tratto dall’omonimo testo di Antonello Taurino con prefazione di Franca Rame, vincitore del premio miglior regia al Festival Nazionale Calandra 2011, da oltre cinque anni in tournée già acclamato nella stagione 2013 -2014 del Piccolo Teatro di Milano. Approda ad inaugurazione della rassegna quello che lo stesso taurino ama definire Teatro Kamikaze (cioè, per dire, se proponi uno spettacolo di burlesque a Teheran hai meno guai)»… ecco come Antonello Taurino definisce – fra scherzo e verità – il suo Miles Gloriosus.
Uno spettacolo che porta con coraggio e decisione sotto i riflettori una storia di soldati, di misteri e di morti. Una storia di vergogna e di responsabilità mai chiarite, di bei proclami che cozzano col tentativo di insabbiare spinose verità.

Video introduttivo https://youtu.be/DIwT1gFXWTo
 
17 febbraio: Nel segno delle emozioni, Fushikaden Tenka no Emotions regia di Paolo Cacciato – coproduzione  Asian Studies Group – Teatro alle Vigne già finalista al premio alla critica del Teatro Nudo Teresa Pomodoro 2017-2018 – Teatro Nohma di Milano 
con Nana Funabiki e Michele Gorlero – Scenografie d’Arte – Codice Bianco.
Inserito nel calendario ufficiale delle rappresentazioni per il 150esimo anniversario delle relazioni Italia Giappone e già presentato in prima nazionale al Teatro alle Vigne di Lodi (stagione 2016 / 2017) alla presenza del Console Generale del Giappone a Milano. Lo spettacolo propone il teatro come opportunità per assistere e vivere ad un romanzo di formazione in chiave interculturale.  Il particolarismo del linguaggio espressivo adottato nonché la re-interpretazione del simbolismo tradizionale giapponese lo rendono unico nel suo genere e rappresentazione. L’incontro fra occidente e oriente scandagliato dal crescendo emotivo che le differenza e lontananza possono suscitare. In un viaggio interpretativo messo a nudo dalla tecnica espressiva del teatro danza insieme ad un sapiente dialogo con musicalità proveniente da oriente. L’attore è espressione estetica della vita e della differenza intrinseca fra due culture così distanti.
(data la complessità della messa in scena l’edizione proposta in Fondazione Matalon ha un adattamento di interpreti e scenografie)
Video Introduttivo

 

3 marzo: Terra Matta di Sefano Panzeri

tratto dal libro omonimo di Vincenzo Rabito (Einaudi, 2007), a cura di Evelina Santangelo e Luca Ricci interpretazione e regia Stefano Panzeri in questa prima di una trilogia che va dal 1918-1943.

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Terra Matta è tratto dalla straordinaria autobiografia di un bracciante siciliano di inizio secolo, è il diario di una vita scritto da Vincenzo Rabito, cantoniere semianalfabeta, nato a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa nel 1899. Di questo manoscritto Camilleri commenta « Cinquant’anni di storia italiana patiti e raccontati con straordinaria forza narrativa. Un manuale di sopravvivenza involontario e miracoloso »  Nel 2000 il manoscritto vince il «Premio Pieve», conferito a inedite opere diaristiche, memorialistiche ed epistolari. La motivazione che lo accompagna è la seguente:

« Vivace, irruenta (sic), non addomesticabile, la vicenda umana di Rabito deborda dalle pagine della sua autobiografia. L’opera è scritta in una lingua orale impastata di “sicilianismi”, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva. Rabito si arrampica sulla scrittura di sé per quasi tutto il Novecento, litigando con la storia d’Italia e con la macchina da scrivere, ma disegnando un affresco della sua Sicilia così denso da poter essere paragonato a un Gattopardo popolare.
5 maggio: Il senso dell’Assurdo regia di Giorgio Galimberti, neo produzione esclusiva Garden Blaze ASG e Associazione Taiko Lecco 

Quando la parola diventa puro segno, si trasforma in musica: suoni e fonemi liberi di significato diventano ritmi e melodie, che a loro volta svelano un senso oltre le parole. È il senso dell’assurdo: dai limerick irlandesi al teatro del Novecento, dalla poesia all’improvvisazione. Voce narrante, pianoforte, chitarra, percussioni e tamburi taiko, a cura di Taiko Lecco e Francesco Zago. Chiara Codetta: tamburi taiko ed effettistica Giorgio Galimberti: voce narrante .Tobia Galimberti: pianoforte, taiko ed effettistica. Francesco Zago: chitarra

 

9 giugno: Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Fronda Anomala, con Diego Coscia, Elisa Pistis e Lorenzo Tolusso.
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La Compagnia Teatrale Fronda Anomala unisce tre attori e tre angoli diversi dell’Italia: Diego Coscia (piemontese, di Canale), Elisa Pistis (sarda, di Elmas) e Lorenzo Tolusso (lombardo, di Cornaredo); tutti e tre gli attori si sono diplomati, nel novembre 2013, all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine.
Il celeberrimo spettacolo “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame riprende la tradizione dei giullari che girovagavano di città in città raccontando storie avvincenti, superando le barriere della diversità linguistica e comunicando con un pubblico sempre diverso, composto da ricchi e poveri, dagli ultimi e dai potenti, andando oltre le persecuzioni e combattendo contro la fame. Oggi, questi tre giovani attori ridanno nuova vita a quelle giullarate, con la loro energia e la loro urgenza di comunicare, facendosi “giullari” per portare al pubblico messaggi attuali attraverso delle storie antiche e universali. Il risultato è uno spettacolo che diverte e che commuove e allo stesso tempo fa riflettere, senza bisogno di grandi mezzi scenici ma attraverso la semplicità.
Si useranno lingue diverse, dal piemontese al sardo alle… lingue inventate, e tutto diventerà comprensibile, in una magia di comunicazione che questi attori hanno sperimentato anche in Francia, al Festival internazionale di Avignone.

Jazz is in the Air. Luca Sguera, Jazz Siena University, da Milano a Malta.

Music, News from Garden Blaze

Prosegue l’avventura Jazz is in The Air inserita nella programmazione artistica Switch on Your Creativity – #ereditàexpo Carta dei Valori per la Creatività Giovanile, che sul tema Creativity is Discovery consolida con forza una serie di opportunità di lavoro e di promozione internazionale in sinergia con Garden Blaze Talents Management.

Per la sezione Musica, in occasione di Valletta Capitale Europea della Cultura 2018, da Milano, l’acceleratore Switch on your creativity in partnership con uno dei più importanti locali jazz in Malta rilancia una programmazione semestrale di partecipazioni artistiche provenienti da Italia ma non solo.

19264838_10213312969044812_1015922553_nConfermato come nuovo protagonista al pianoforte, il giovane Luca Sguera, pianista della Jazz Siena University selezionato per una due mesi di attività a Malta a partire dal prossimo 15 settembre. Sguera sarà coinvolto nel dialogo artistico con altri musicisti e cantanti e avrà modo di spaziare su un repertorio ampio di esecuzione, con la possibilità di immedesimarsi con forza nel tema della creatività musicale e improvvisazione melodica come scoperta e rilancio dell’accostamento jazz, ambiente ed emotività.

Il progetto su Malta che però consolida da Milano la propria origine fin dalla prima edizione di Switch on Your Creativity, mira  a favorire oltre che occasioni di maturazione artistica anche concrete opportunità di crescita professionale e di collaborazione con profili senior.

 

The Call for Jazz & Performing Nights

News from Garden Blaze

All’interno della definzione di attività artistiche supportate da Garden Blaze nella partnership con Switch on Your Creativity 4th edition – Carta dei Valori alla Creatività Giovanile, per la sezione musica e spettacolo siamo felici di annunciare la selezione di contenuti artistici da promuovere per attività all’estero.

La quarta edizione di Switch on Your Creativity, incubatore e acceleratore di contenuti artistico creativi che converge su Milano per origine strutturale e programmaticità dell’idea stessa di marketing territoriale che lega Milano all’industria creativa si caratterizza per una spiccato dinamismo nella produzione di contenuti su mercati europei e internazionali.

Per conto di un importante struttura operante a Malta in un concept -restaurant all’interno di un prestigioso hotel storico vista mare, Garden Blaze per Switch On Your Creativity seleziona

  • pianista jazz per collaborazione minima di un mese (luglio 2017)
  • musicisti e vocalist jazz per inserimento in una programmazione estiva
  • performers legati al mondo intrattenimento d’autore (spettacolo, teatro, avanguardia)

IMG_20170518_221442I partecipanti devono essere under 35 nel rispetto dei principi sostenuti dalla Carta dei Valori alla Creatività Giovanile per la città di Milano

Si offre volo a/r, vitto, alloggio e rimborso spese + contratto forfettario sul performing del pianista.

periodo di esercizio: fine giugno / fine settembre su calendarizzazione stabilita con la struttura.

Coloro che saranno selezionati dalla direzione artistica incaricata riceveranno anche piena promozione sui canali ufficiali della stagione al fianco di professionisti di portata internazionale.

Inviare le candidature a t-manager@gardenblaze.com entro il 15 di giugno.

 

A Milano lo studio sull’emotività. Fushikaden, dal LAB artistico la tessitura della scena

News from Garden Blaze

Da un progetto Asian Studies Group, inserito nell’acceleratore sulla creatività internazionale Switch on Your Creativity 4th edition, in collaborazione con il Teatro alle Vigne di Lodi, la produzione Fushikaden Tenka no Emotions ha rappresentato la cornice di riferimento per il consolidamento di un gemellaggio interculturale Italia Giappone nell’anno del 150 anniversario delle relazioni ufficiali tra i due Paesi.

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Da questa occasione nasce lo stimolo da parte degli organizzatori di consolidare un laboratorio di specializzazione espressiva sul tema dell’approccio interculturale alle emozioni per sviluppare non sono una competenza autoriale determinata nell’espressività corporea ma anche di consapevolezza atta a comprendere le differenze che guidano la comunicazione delle emotività nelle società asiatiche in confronto con la percezione occidentale.

Il progetto, inserito nelle attività culturali sostenute dal nostro studio di Talents Management è finalizzato a perfezionare e  implementare lo spettacolo Fushikaden Tenka no Emotions attualmente in post produzione e promozione, mira inoltre ad avvicinare profili artistici che convergono nel laboratorio e a coinvolgerli su progetti di replica dello spettacolo in oggetto.

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La Fondazione Luciana Matalon è sponsor tecnico del laboratorio e offrirà location prestigiosa stimolante e di eccezione per valorizzare le performance espressive dei partecipanti e la conduzione dei docenti. Il dialogo con il mondo dell’arte quale strumento di comunicazione primigenio con il mondo delle emozioni ha trovato nella Fondazione Luciana Matalon soggetto sensibile e attento a sostenere questa iniziativa.

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Il progetto vedrà il coinvolgimento di tre coach che attualmente lavorano sul progetto “emozioni nell’incontro con l’altro”: Paolo Cacciato, orientalista, direttore Asian Studies Group, Nana Funabiki del Teatro Arsenale e interprete principale di Fushikaden, Davide Manico ballerino, coreografo e umanista che introduce nel laboratorio la prospettiva di analisi espressiva delle emozioni attraverso Teatro Danza.

Per maggiori informazioni sul laboratorio potete consultare il link seguente e compilare il form di richiesta informazioni

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Fushikaden – Tenka No Emotions – Teatro Alle Vigne Lodi

News from Garden Blaze

In anteprima a Lodi presso Teatro alle Vigne la messa in scena di Fushikaden – Tenka no Emotions: ciò che sta sotto al cielo un mondo di emozioni.

La co-produzione Teatro alle Vigne e Asian Studies Group per la stagione 2016/2017 nasce da un’idea di Paolo Cacciato e dallo stimolo di un gruppo di artisti e interpreti italiani e giapponesi, già vicini a Garden Blaze Talents Management, nel rappresentare attraverso una lettura comparativa (oriente / occidente) la messa in scena delle emozioni umane in una selezione avvalorata da principi estetici rappresentativi della cultura tradizionale giapponese, interpretati in modalità eterogenee: dalla recitazione e atmosfera tipiche tel Teatro No, per unirsi a stimoli recitativi del Teatro Europeo di prosa, passando per intervalli coreografici d’avanguardia suggestionati da ritmicità tradizionale giapponese ma evoluti nella carica espressiva del Teatro Danza, fino a coinvolgere lirica e musica giapponese con il coinvolgimento di cantanti di musicisti, pianoforte e taiko quasi in un dialogo musicale di confronto e completamento. L’adattamento scenico delle performances è ad opera di Francesco Pacelli, ballerino attore e coreografo.

Lo spettacolo è l’atto conclusivo di una tre giorni (25-26-27 Novembre 2016) che coinvolgerà negli spazi del Teatro alle Vigne una serie di attività a tema Giappone che spazieranno dalle conferenze e laboratori di lingua e cultura per adulti e più giovani, alcune performance artistiche di laboratorio creativo e una mostra fotografica di Salvo Sportato nel progetto di ricerca Eat UP con recente tappa giapponese che è presentata in esclusiva presso il Teatro alle Vigne di Lodi.

Fushikaden Tenka no Emotions accoglie e valorizza inoltre in prima esclusiva su Lodi le opere artistiche di Codice Bianco – Makoto, artista giapponese operante in Italia da oltre vent’anni che regalerà scenografie d’autore in un dialogo espressivo con attori e interpreti. Nana Funabiki diplomata alla scuola Teatro Arsenale di Milano, una vita da sempre spesa nello studio del teatro e della musica tradizionale giapponese “racconterà” le emozioni attraverso il Teatro No di ieri e lo slancio interpretativo che il teatro contemporaneo dona alla ricca simbologia giapponese rivisitando senza rinnegare il valore del Fushikaden di Motokiyo Zeami. Due incredibili voci Valentina Volpe Andreazza (mezzosoprano) e Mai Inaba (soprano) intensificano con il colorismo del canto giapponese “le emozioni del mondo” narrate da recitazione e ballo. Al pianoforte Yuna Saito, dell’Accademia Musicale del Teatro alla Scala di Milano in un crescendo interpretativo che va oltre l’accompagnamento musicale.

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Il progetto è presentato alle Istituzioni Giapponesi per l’approvazione della concessione di patrocinio ufficiale sulle attività culturali che rientrano nel 150-esimo anniversario delle Relazioni Italia Giappone col fine di poter inserire la programmazione del Teatro alle Vigne nella cooperazione Asian Studies Group e Garden Blaze all’interno del calendario di eventi nazionali per la celebrazione del 150esimo anniversario.

La città di Lodi e la Provincia di Lodi hanno già consolidato una serie di attività di gemellaggio culturale con Giappone e in particolar modo con la città di Kobe: nel 2012 Asian Studies Group ha avviato come centro di formazione uno scambio con un istituto di Kobe e presentato il risultato in una produzione video che presenta Lodi a Kobe, iniziativa seguita da Provincia di Lodi (seguito da Pietro Foroni presidente della Provincia di Lodi) e Regione Lombardia con il coinvolgimento di diverse decine di studenti di Lodi. Nel 2015 una delegazione di studenti lodigiani insigniti del ruolo di “ambasciatori della città” dal Comune di Lodi (assessore alla cooperazione internazionale Andrea Ferrari) visita Kobe e Osaka e incontra il Console Generale Lombardi sul tema Lodi e Milano EXPO2015. Ora ad un anno di distanza il Giappone torna protagonista nel territorio con una programmazione dinamica e diversificata in grado di attrarre davvero un ampio pubblico di spettatori.

Per maggiori informazioni circa la programmazione della tre giorni a tema Giappone consultare il sito ufficiale del Teatro alle Vigne o richiedere la guida con la programmazione ufficiale della stagione per l’anno 2016 / 2017 alla mail comunicazione@teatroallevigne.com

 

 

 

Europa e Asia in Musica, dalle tradizioni di Giappone Corea e Cina

Music, News from Garden Blaze

Garden Blaze collabora nuovamente nella realizzazione della seconda edizione di Europa e Asia in Musica. Format concertistico ideato e prodotto da Asian Studies Group che ripropone il tema dell’Intercultura in chiave musicale e operistica. Il Concerto Internazionale con la partecipazione di cantanti da Italia e Asia si terrà presso Santa Chiara Nuova in Lodi, location di prestigio e di grande valore storico culturale, già inserita nel Touring Club Italiano.

Il Concerto rientra nella rassegna dal titolo Intercultura e Internazionalismo, Energia e Risorse della Società Contemporanea sostenuto da Regione Lombardia e da Provincia di Lodi all’interno di un bando partecipato da Asian Studies Group per l’assegnazione di contributo a sostegno delle Associazioni di Promozione Sociale.

Asian Studies Group oltre a valorizzare l’evento all’interno dell’incubatore culturale ASIAC3, arte al cubo: cultural, creative and cool – sostiene con questo progetto la valorizzazione della Carta dei Valori alla Creatività Giovanile – progetto di rete nato con l’adesione di EXPO2015 che avvicina imprese, talenti e istituzioni in una valorizzazione sinergica che riporti i giovani, l’internazionalità e la creatività al centro della sfida colta dell’industria dell’Arte. Il concerto con i cantanti selezionati come target giovane di partecipazione sarà pertanto inserito nel filone Musica & Spettacolo di switch on your creativity third edition – talent contest creativo ideato e prodotto da Asian Studies Group.

Europa e Asia in Musica con patrocinio del Comune di Lodi – Assessorato alla Cultura, è un’occasione rara per assistere a un dialogo in musica tra Oriente ed Occidente e viene proposto in occasione della Notte Bianca di Santa Lucia a Lodi il 12 dicembre. Asian Studies Group omaggia tutta la comunità con l’ingresso gratuito alle ore 20.45

Garden Blaze in collaborazione con Asian Studies Group e C.U.P.I Centro per l’Unione delle Prospettive Internazionali ha fortemente sostenuto l’esecuzione di un repertorio musicale internazionale che prevede

Repertorio giapponese:

Il Paese (Furusato), T. Okano
La canzone della spiaggia (Hamabe no uta), T. Narita

Repertorio coreano:

Nostalgia del Monte Kumgang (Griun Geumgangsan), Y-S. Choi Barcarola Coreana (Betnore), Yong-won Sung / Jo Du Nam

Repertorio cinese:

Quello sono io, Musica da Gu jianfen (古建芬) verso da Xiao Guang (晓光) Nostalgia, musica da Huang yongxi(黄永熙) verso da Mao yu (毛羽)

Repertorio operistico:

Un bel dì vedremo (da Madama Butterfly), G. Puccini
Il segreto per esser felici (da Lucrezia Borgia), G. Donizetti E lucevan le stelle (da Tosca), G. Puccini
E’ sogno o realtà (da Falstaff), G. Verdi

Barcarola (duetto da I Racconti di Hoffman), Offenbach E’ lui adesso…. Dio che nell’alma (da Don Carlo), G. Verdi

INTERPRETI

MAI INABA

Soprano giapponese, si è laureata all’università di musica Musashino in Giappone. Ha vinto un premio speciale “Puccini” del concorso “Giuseppe Di Stefano “. Ha ottenuto una borsa di studio del governo italiano e una del Rotary Club. Ha debuttato tanti ruoli in Giappone e in Italia. Si è esibita anche come attrice protagonista al performance theatre del padiglione giappone di EXPO MILANO 2015

VALENTINA VOLPE

Mezzosoprano, laureata in Relazioni Internazionali e Diplomazia e diplomata presso l’Accademia Teatro alla Scala in autoimprenditorialità e Management dello Spettacolo, ha da sempre coltivato la passione per il canto lirico, studiando prima da privatista e poi in Conservatorio a Padova. Si specializza sotto la guida del tenore Beniamino Prior, ed ora sotto la guida del mezzosoprano Chiara Chialli. Finalista al concorso internazionale della Scuola dell’Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna, ha partecipato alla messa in scena di opere come l’Elisir d’Amore, La Cenerentola, Rigoletto, Barbiere di Siviglia.

YOUNG-GUK LEE

Nasce nel 1983 a Deagu, in Corea del Sud. Dopo la laurea ottenuta presso la Chong-Shin University di Seoul, nel 2013 si trasferisce in Italia per studiare presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Como e la Civica Scuola di Musica “A. Pozzi” di Corsico. È stato finalista al Concorso Internazionale di Canto Lirico “Città di Iseo” e ha ottenuto il premio speciale della giuria al Concorso Lirico “Premio Boni”.

TIAN HAO

Nel giugno del 2010 il giugno Si è avvicinato alla musica da giovanissimo, ha iniziato a studiare canto lirico nel giugno 2010 diplomandosi a pieni voti presso il Conservatorio “XingHai” di Guangzhou in Cina sotto la guida del maestro Yang Yan. Da settembre 2014 studia presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Adelina Scarabelli. Ha partecipato a numerosi concorsi e concerti in Cina e in Italia. Nel settembre 2008 ha vinto il terzo premio del concorso nazionale “Bellini” in Cina e ha vinto il secondo premio del 2° concorso “Opera Canto” dei conservatori stabili. Nel 2010 ha partecipato e vinto il concorso di canto lirico della Televisione Cinese Centrale, uno dei concorsi più importante in Cina.

ALBERTO RAVAGNIN

Giovane pianista diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio di Udine e specializzatosi nel corso degli anni in liederistica, musica da camera e musica lirica. Al suo attivo vanta diverse collaborazioni con varie Ensemble cameristiche del Friuli Venezia Giulia e del Trentino. Ha frequentato presso la Scuola di Musica “P. Edo” di Pordenone i corsi di musica da camera sulle sonate per violino e pianoforte di L. v. Beethoven e F. B. Mendelssohn tenuti dal M° Turrin in collaborazione con il violinista Emanuele Baldini. Insegna presso diversi istituti musicali della provincia di Pordenone.

 

Concerto Lirico di Santa Lucia